
La Memoria y la Historia
di
Alberto Castiglione
di Max Franceschini
Cosa accomuna l'Argentina di oggi, la sua profonda crisi economica e sociale, e l'Argentina di ieri, della bestiale dittatura fascista. Ce lo racconta Alberto Castiglione, giovane autore siciliano, dando voce alle vittime del regime militare e ai familiari dei desaparecidos, che ancora oggi - mentre il loro paese vice nuovamente una fase drammatica ed esplosiva - chiedono con forza giustizia e che quella pagina di storia non venga dimenticata.
Prima di tutto, raccontaci brevemente chi sei, quale è stato il tuo percorso come filmaker.
Chi sono? Un testardo siciliano di 25 anni. E’ proprio grazie a questa testardaggine che nel 1998 iniziai a occuparmi di regia teatrale con un gruppo di giovani attori palermitani. Due anni fa mi avvicinai, quasi casualmente, alla telecamera capendo subito che il video era il “mezzo” espressivo che più mi apparteneva.
Come è nato il progetto la memoria y la historia?
Qualche anno fa diressi uno spettacolo teatrale sulla vicenda dei desaparecidos tratto dal libro di Massimo Carlotto Le irregolari. Fu dopo quella esperienza che iniziai a progettare la realizzazione di un documentario sulla vicenda argentina. Così quando nel dicembre del 2001 scoppiò la crisi economica nel paese, capii che era venuto il momento di partire e di dimostrare che questa crisi era anche, e soprattutto, il prodotto di quegli anni di orrore della dittatura militare. Il persistere di una memoria in cui presente e passato coincidono fatalmente, questo lo avevo chiaro.
Hai avuto problemi durante la realizzazione, hai trovato qualche difficoltà nella raccolta delle testimonianze?
Buenos Aires era in quel periodo (ed anche per diversi mesi successivi) una città quasi in stato di guerra. Non c’era giorno senza imponenti manifestazioni e relative cariche con cavalli e manganelli da parte della polizia federale. La crisi economica riguardava, e riguarda, tutto il tessuto sociale e tutte le classi, dall’operaio al bancario, dall’insegnate al manovale e questo ha dunque ha agevolato il prolificare e l’intensificarsi di una violenza “globale” su diversi livelli.
In quel periodo l’importante era non dare nell’occhio: non era certo molto sicuro filmare per strada con una telecamera ed altre attrezzature di valore. Inoltre alcuni degli ex detenuti vivono sotto falsa identità poiché sono testimoni in processi percui le interviste venivano spesso realizzate in situazioni a dir poco rocambolesche.
Ci sono momenti della lavorazione che ricordi in modo particolare, sia in senso negativo che positivo?
I momenti che maggiormente ho impressi nella memoria sono quelli legati all’incontro ed alla conoscenza degli ex desaparecidos: le loro lacrime nel ricordo delle torture e dei sequestri, la grande amicizia ed accoglienza dimostratemi, il grande senso di giustizia nei confronti della storia.
Nel corso del film, i protagonisti delle testimonianze raccontano del periodo della dittatura, e spesso in parallelo scorrono le immagini dell'Argentina odierna, della crisi economica e politica. Che clima hai respirato in Argentina, cosa sta accedendo e cosa potrebbe accadere?
Credo che in Argentina sia già accaduto l’irreparabile. Perché quando milioni di persone nel giro di pochi mesi si ritrovano letteralmente senza niente, magari dopo una vita di sacrifici e di lavoro, è davvero impossibile credere che qualcosa possa cambiare. E’ un intero sistema che è crollato e con esso le speranze di tantissime famiglie argentine. La denuncia che sento di dover fare oggi è che l’Argentina è scomparsa dalle informazioni della stampa internazionale e questo purtroppo non perché la situazione sia migliorata.
Le madri, gli amici dei desaparecidos e le vittime delle torture subite ti hanno raccontato la loro terribile storia personale, la lunga lotta per la giustizia, per la memoria. Cosa ha significato per te realizzare questo lavoro, che cosa ti ha lasciato a livello personale?
Crescere, come uomo ancor prima che come artista. La grande dignità e l’immenso coraggio di queste persone hanno segnato per sempre, e di questo sono orgoglioso, il mio modo di vedere e capire qualunque cosa.
Quale è stato il percorso del film, in Italia e all'estero? Che riscontri, che commenti hai avuto?
La memoria y la historia nel 2002 ha partecipato ad otto festivals cinematografici in Italia riscuotendo notevoli apprezzamenti da critica e pubblico. Attualmente è distribuito a livello internazionale da RaiTrade: forse tutto questo non era neanche nelle più ottimistiche delle mie previsioni, ma sono davvero contento che sia accaduto perché ritengo, al di là del fatto artistico, che la memoria storica sia un bene universale e che, in quanto tale, vada preservato e rinnovato costantemente per il bene, soprattutto, di coloro che verranno.
La Memoria e la Historia
Regia: Alberto Castiglione
Montaggio: Andrès Arce Maldonando, Giovanni Troja
Musiche non originali: Mercedes Sosa, Julio César Barbosa
Produzione: Stone Theatre (Palermo). In collaborazione con AEDD (Asociaciòn ex detenidos desaperecidos) e Asociaciòn Madres de Plaza de Mayo
Formato originale: MiniDV, colori
Durata: 25'
Anno: 2002
Lingua originale: castigliano
Lingua dei sottotitoli: italiano
SINOSSI
Un documentario realizzato a Buenos Aires nel gennaio 2002 sull attuale crisi economica in Argentina legata ai tragici anni della dittatura e dei desaparecidos. Il lavoro, attraverso interviste (alcune esclusive a sopravvissuti ai campi di concentramento clandestini), ripercorre questi due tragici momenti della recente e attuale storia argentina facendone vedere la comune matrice di dolore.
Alberto Castiglione
Alberto Castiglione nasce a Palermo il 15 marzo 1977. Inizia giovanissimo ad occuparsi di regia teatrale con una compagnia di giovani attori siciliani. In seguito passa alla regia video, con particolare interesse al genere documentaristico. La sua attività produttiva si è sempre rivolta ad argomenti di carattere sociale come la condizione giovanile nelle città del meridione d’Italia. Nel 2001 ha girato in Argentina La Memoria y la Historia(30’), documentario sulla crisi economica in relazione agli anni della dittatura. Attualmente collabora con RaiTrade. E’ l’ideatore di "Zikr", un progetto di recupero cinematografico della memoria civile nel editerraneo.Nel 2003 il suo mediometraggio "Picciridda" è stato presentato alla 60 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.Nell’ottobre del 2003 gli è stata assegnata una Menzione Speciale al Premio Internazionale "Rocco Chinnici" per l’impegno antimafia. Attualmente vive tra Venezia e Palermo.
Filmografia:
1999 C’era ‘na minchia i scivulu e ù livaru". (15’) Italia. B/N
Borgo nuovo è il quartiere della periferia sud di Palermo dalla realtà durissima, realtà con la quale, giornalmente, si scontrano in maniera diversa i giovani educatori dell’ArciRagazzi e i bambini costretti a giocare nelle strade in cui la sera si spaccia droga.
2000 Passaggi. (15’) Italia. Colore
Uno sguardo sulla condizione giovanile di Palermo attraverso le interviste di due ragazzi con percorsi di vita molto differenti ma che oggi condividono lo stesso impegno in una associazione di volontariato.
2001-2002 La Memoria y la Historia. (30’) Argentina – Italia. Colore
I perché della crisi economica che ha distrutto il paese sudamericano nei racconti di chi venticinque anni fa ha vissuto il dramma della dittatura dei generali e la sistematica soppressione chiamata "desaparicìon".
2003 "Picciridda". (32’) Italia. Colore – B/N
Un film documento sulla vicenda di Rita Atria, diciassettenne siciliana Figlia di un boss mafioso che, dopo le uccisioni del padre e del fratello, decide di collaborare con la giustizia ed incontra Paolo Borsellino. Una ettimana dopo l’attentato in cui perde la vita il giudice palermitano, Rita muore suicida gettandosi dal balcone della sua casa di Roma dove viveva da tempo sotto falsa identità. La vicenda nel ricordo di tre donne siciliane simbolo della lotta alla mafia nonché del magistrato che per prima raccolse le testimonianze di Rita.
I suoi lavori sono stati presentati ai seguenti festivals:
-Circuito Off Venice International Short Film Festival 2002;
-ITACA Festival di Padova 2002;
-Valdelsa Festival di Siena 2002;
-Bolzano Opere Nuove 2002;
-XVII Festival Latino Americano di Trieste;
- D.N.A. – Documenti non Archiviati – Roma (2002);
-Akab Short Movie festival – Roma 2003;
-Festival Delle Nazioni – Drop Out - Milano (2003);
-MIP TV – Mercato Internazionale della televisione – Cannes 2003
-Premio della Critica Televisiva e Cinematografica (Fabriano, 2003);
-60ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2003);
-"Venezia a Milano".Retrospettiva Mostra del Cinema.(2003)
-Prix du film documentaire Union Latine – La Cita (Biarritz, ottobre 2003);
- Retrospettiva de La Cita a Parigi – (Parigi, novembre 2003)
-Alternative Film Festival 2003;
Premi:
Menzione Speciale al Premio Internazionale "Rocco Chinnici" 2003